500 kilometri per 20 minuti di teatrino. Basta poco agli antifascisti romani per essere sereni. Sono partiti in una ventina ieri per andare a dar man forte ai loro kompagnucci di Reggio Emilia che non se la sentivano di contestare da soli Giampaolo Pansa.
30 bambinoni dispettosi, 20 minuti di teatrino, il tentativo non riuscito di leggere un comunicato e di provocare una rissa.
Quando si sono resi conto che Pansa non affatto disturbato stava utilizzando l’interruzione per firmare autografi sui libri se ne sono andati.
La loro dichiarazione: «A noi non ci interessa intervenire, noi vogliamo solo contestare».
Il commento di Pansa: «Io considero la Resistenza come la mia patria morale e mi dispiace per questi giovanotti che cantavano Bella ciao contro la Resistenza a cui inneggiavano, non sapevano di essere dei nemici della libertà di opinione, di essere la contraddizione vivente dello spirito della democrazia che pretendevano di evocare».
Ed una domanda che a noi romani della Garbatella ci sorge dal cuore… ma ‘sta gente de lunedì nun cià niente de mejio da fa? nun se potrebbero trovà n’lavoro?.. sarà che mica che so’ tutti fiji de papà?
La croncaca del pietoso evento in un articolo di Luca Telese…
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