REGIONE. COLOSIMO (PDL). “RICORDO A NIERI CHE ZARATTI E’ PRESIDENTE DI COMMISSIONE…”

“La proposta del consigliere Nieri è veramente ridicola. Mentre lancia i suoi strali sulla necessità di azzerare le commissioni e di ridurre i monogruppi, il suo collega Zaratti resta saldamente ancorato alla sua fresca nomina di presidente della commissione Lotta alla criminalità”. E’ quanto dichiara il consigliere regionale del Pdl, Chiara Colosimo.
“Il punto non è rinunciare all’auto di servizio – osserva Colosimo –, se veramente i colleghi di Sel contestano la composizione delle nuove commissioni, l’atto più logico avrebbe dovuto essere l’immediata rinuncia alla presidenza che è stata loro assegnata, ma per Nieri, evidentemente, è più facile predicare bene e razzolare male…”.

CARCERI,Colosimo(Pdl): Regina Coeli, necessario investire su lavoro e formazione dei detenuti

“Questa mattina, accompagnata da due volontari del ‘Gruppo Idee’, sono tornata a far visita al carcere Regina Coeli, per verificare la situazione attuale dopo il disagio di qualche mese fa, creato dall’assenza di acqua calda nella struttura a causa di una disfunzione della caldaia centralizzata, motivo per il quale ho presentato una mozione in Consiglio Regionale. Naturalmente ne ho approfittato per far visita a tutta la struttura, e devo amaramente affermare che il problema principale rimane sempre lo stesso, cioè quello del sovraffollamento; la popolazione carceraria, composta per il 75% da stranieri, oggi raggiunge 1125 unità, a fronte di una capienza regolamenta di 950 detenuti, creando delle enormi situazioni di disagio rispetto alle condizioni umane basilari per sopravvivere.” Dichiara Chiara Colosimo, consigliere regionale e presidente della Giovane Italia Lazio, che aggiunge “Ho colto inoltre l’occasione per visitare specifici reparti, in particolare quello dei tossicodipendenti, che è il quarto reparto ed è composto da 112 detenuti, e quello dei lavoranti, istituito nel settembre 2004 e composto da sole 130 persone, che svolgono i lavori più diversi, dal cuoco all’artigiano, passando per lo spesino. Ritengo che quest’ultimo dato sia il più preoccupante, solo il 10% dei detenuti lavora e avrà quindi possibilità, una volta finita la detenzione, di un reinserimento sociale. La situazione così grave, mi convince sempre di più che spetti alla politica il compito di risolvere questi problemi e sono convinta che, seguendo il solco tracciato dalle iniziative del Presidente Polverini e dell’assessore Cangemi, ci sia la possibilità di aprire in Consiglio regionale un serio dibattito per elaborare delle risposte concrete alle gravi condizioni sociali e umane che vivono quotidianamente i detenuti del Lazio.” Conclude Chiara Colosimo.

La nuova festa? E’ molto meglio del 25 aprile

di Giorgia Meloni

Cresce il dibattito sul 17 marzo, giorno in cui si celebrerà il 150º anniversario dell’Unità d’Italia. Si discute sul senso che deve avere e sulla necessità o meno di celebrarlo alla stre­gua di una festa nazionale. Forse non è un male, almeno siamo tutti costretti a un confronto più onesto e trasparente. Personalmente, resto convinta che almeno una volta ogni 150 anni ci sia bisogno di 24 ore per ricordare una grande avventura collettiva che innalzò una nazione, dove prima c’erano solo un popolo lacerato e un territorio conteso tra potenze straniere.
Ventiquattr’ore per celebrare le ragioni del nostro futuro in comune. Per ritrovare stima e coscienza della propria identità culturale. Per rinsaldare il legame tra le generazioni nel tempo, e insieme il legame tra gli uomini e le donne che vivono oggi nello stesso luogo. Non mi sembra cosa da poco. Credo valga la pena dedicargli un giorno di festa. Naturalmente a patto che sia davvero tale e non solo un giorno di vacanza. Che lo si festeggi insomma, come un compleanno. Vorrei che ciò avvenisse non solo nel 2011, ma tutti gli anni. Questo è il senso del 17 marzo e non riesco a condividere le opinioni, talvolta molto autorevoli, che vorrebbero declassare questa data a una celebrazione di serie B. Non mi pare di aver mai udito alcuna voce levarsi in difesa della produzione o dell’istruzione nazionale per il 2 giugno o il 25 aprile.
Non vorrei che il 17 marzo si celebrasse a scapito di altre date, sia chiaro. Eppure avrebbe maggior senso festeggiare il giorno dell’unità degli italiani anziché momenti in cui gli italiani si sono divisi, come quando prevalse nel referendum l’ordinamento repubblicano sull’ordinamento monarchico. E sono colpevole di apologia del fascismo se ritengo che la data di nascita della nazione italiana si collochi nel Risorgimento e non nella Liberazione? La verità è che per troppi anni abbiamo riempito l’assenza di una giornata dedicata all’unità del nostro popolo (come avviene per tutti gli altri popoli del mondo) con altre, importanti certamente ma non altrettanto unificanti. Si dirà, ma il giorno dell’Unità d’Italia non unisce affatto, semmai divide.
Lo ha detto il presidente della Provincia di Bolzano, lo fanno notare, anche se con molto garbo democratico, alcuni esponenti politici dell’attuale maggioranza. È proprio per questo che abbiamo un disperato bisogno di festeggiare il 17 marzo. Per ricordare innanzitutto. Che troppo sangue è stato versato da italiani e austriaci per giungere ad una pace che a Bolzano ha portato autonomia e prosperità, che le navi dei Mille si chiamavano Piemonte e Lombardo, che però la nostra nazione era stata pensata e voluta federalista, ma senza la rivolta della popolazione siciliana non si sarebbe destata la voglia d’Italia nel Meridione che poi tutto travolse. Spero sia anche l’occasione per ricordare a coloro che considerano i giovani di oggi incapaci di rappresentanza politica e civile, che fu una generazione di giovani ribelli a fare l’Italia.
Gente di vent’anni o anche meno, armata di nuovi sogni e vecchi fucili, gettò se stessa contro le baionette di un esercito straniero infinitamente più grande e potente, senza paura. E morì, come Goffredo Mameli e tanti altri. Nella speranza che le successive generazioni non avrebbero lasciato cadere il testimone insanguinato dell’unità fra gli italiani. Non ci si sente un po’ piccini a parlare di fabbriche e produttività con il rischio che quei ragazzi ci ascoltino?

NUCLEARE,Colosimo(Pdl): Nel Lazio si rispetta programma Polverini

“Non ci siamo inventanti nulla; la posizione della maggioranza in consiglio regionale sul nucleare è vincolata da quanto scritto nel programma elettorale della presidente Polverini. Abbiamo scelto di essere avanguardia e puntare al nucleare di quarta generazione, piuttosto che rimanere il fanalino di coda dell’Europa. Inoltre la nostra Regione non ha necessità e urgenza di installare nuove centrali, in quanto l’energia già a disposizione, copre il fabbisogno del nostro territorio. Non si può affrontare questa tematica in modo demagogico, perché facciamo politica per lasciare a chi verrà dopo di noi un paese migliore “”dichiara in una nota Chiara Colosimo, consigliere regionale e presidente della Giovane Italia Lazio.

CTO, Perissa (Pdl) : Non accettiamo lezioni da Catarci

“E’ davvero assurdo, utilizzare il malcontento popolare per una strumentale polemica. Catarci e Co, insieme alla precedente maggioranza in Regione, hanno dimostrato un’assoluta indifferenza rispetto alle tematiche territoriali, utilizzate solo quando servivano per scopi ideologici e strumentali. Non accettiamo lezioni da chi come Catarci, è figlio di quella politica, che ha sperperato il denaro dei nostri cittadini per scopi del tutto personali, rovinando il sistema sanitario e lasciando dei debiti incolmabili. Proprio lui ci viene a fare lezioni di buona amministrazione? Davanti all’esperienza e la capacità di ascoltare il territorio dimostrata in questi lunghi anni dai nostri consiglieri, Catarci dovrebbe per una volta abbandonare la demagogia e cercare realmente di affrontare e soprattutto di offrire soluzioni credibili per gli abitanti. Ricordo solo che quando l’opposizione in XI municipio proponeva un documento per la risoluzione dei problemi relativi al Cto, Catarci e la sua giunta hanno preferito andare ad una manifestazione per inseguire qualche telecamera. La parola ai fatti. ” Dichiara Marco Perissa, consigliere XI municipio e segretario del consiglio nazionale della Giovane Italia.

CTO,Colosimo(Pdl) risponde a Catarci:Basta a polemiche senza nessun fondamento

“Ma in tutti questi anni Catarci dormiva beatamente? Mi chiedo come sia possibile elevarsi a difensore unico della sanità, se fino a poco tempo fa la sua maggioranza in Regione continuava a smembrare ospedali e a sperperare il denaro pubblico. La rimodulazione del pronto soccorso appena effettuata punta a trasformare il Cto, puntando al livello dei centri ortopedici/traumatologici di Strasburgo, Firenze, Torino e Bologna, concentrando quindi l’attenzione e i fondi sui reparti collegati in qualche modo alle problematiche traumatologiche. Sicuramente saremo tutti pronti a vigilare sull’efficienza della struttura e in caso negativo a proporre alternative credibili, ma scegliere a priori che questo centro sia destinato al fallimento e alla chiusura, mi sembra una posizione totalmente pregiudiziale. Sono sinceramente stanca della propaganda politica fatta senza nessun criterio di realtà.”dichiara in una nota Chiara Colosimo, consigliere regionale e presidente della Giovane Italia Lazio.

ROMA; DE PRIAMO (PDL): PROSSIMA SETTIMANA MOZIONI NEI MUNICIPI SU TARIFFA RIFIUTI E COSAP

«Nel corso della prossima settimana, saranno presentate due mozioni nei Consigli dei 19 Municipi di Roma Capitale: la prima sulla tariffa dei rifiuti e la seconda sul canone di occupazione di suolo pubblico».
È quanto annuncia in una nota il consigliere Pdl e presidente della Commissione Ambiente di Roma Capitale, Andrea De Priamo.
«A fronte della reintroduzione dell’Iva sulla Ta.ri. decisa dal Ministero dell’Economia – continua De Priamo – la mozione chiederà al sindaco Alemanno che l’Amministrazione si confronti con il Governo o altre istituzioni, per non far pagare ai romani l’aumento del 10%. In alternativa, si dovrà tornare a discutere la tariffa stessa affinché l’aumento, altrimenti indiscriminato, tenga conto dell’impatto sociale e dei principi del quoziente famigliare».
«Per quanto riguarda la Cosap, la mozione chiederà al Campidoglio di rivedere il salto eccessivo previsto dalla scorsa manovra di bilancio. L’obiettivo è andare incontro alle richieste delle categorie interessate, rendendo progressivi e diluiti negli anni gli aumenti previsti», ha concluso De Priamo.

PARI OPPORTUNITA’, PDL: IN 15 MUNICIPI APPROVATA MOZIONE PER DONNE NELLA GIUNTA CAPITOLINA

«Giungono a quindici i Municipi della Capitale in cui è stata approvata la mozione diretta al sindaco Gianni Alemanno per riequilibrare la presenza femminile non solo nella Giunta capitolina ma in tutti gli organismi dirigenziali e in quelli di collaborazione esterna degli enti e delle società collegate al Campidoglio, così come stabilito dallo Statuto di Roma Capitale».
Così in una nota i consiglieri municipali del Pdl Stefano Tozzi, Gianluca Caramanna, Giovan Battista Provenzano, Emma Perrelli, Riccardo Leone, Daniele Rinaldi, Maurizio Politi, Fernando Vendetti, Carla Di Giacomo, Fulvio Giuliano, Marco Perissa, Simone Sordini, Pietrangelo Massaro, Raimondo Fabbri, Gianluca Pagliuca, Fulvio Accorinti, Sergio Urbano e Giuseppe Calendino. Hanno inoltro aderito alla mozione il presidente del Municipio XVIII Daniele Giannini e il Vicepresidente del Municipio XII Maurizio Cuoci.
«Ora mancano all’appello soltanto quattro Municipi – hanno aggiunto gli esponenti del Pdl – , che in ogni caso nei prossimi giorni discuteranno la mozione. Un voto particolarmente importante, da cui si evince come la città di Roma, nella sua prima rappresentanza declinata negli enti territoriali di prossimità, stia chiedendo a gran voce al primo cittadino il rispetto del principio di pari opportunità».
La mozione, rendono noto i consiglieri municipali del Pdl, sarà presto portata all’esame dei Consigli dei Municipi II, V, VII e XVI.

ITALIA-CINA, Giovane Italia (Giovani del Pdl):Napolitano boicotti serata di gala

“Chiediamo al Presidente Napolitano di rifiutare l’invito a cena della Fondazione Italia-Cina. Non possiamo accettare che l’Italia segga al tavolo al fianco di coloro che sopprimono i diritti umani. Alle logiche di interesse e di scambi economici, vanno anteposte le discussioni sui valori imprescindibili della vita e della famiglia. Napolitano accetti di sedere a quel tavolo, solo dopo un effettivo cambiamento nelle scelte politiche adottate dal Governo cinese, che oggi prevedono la soppressione del popolo tibetano,le misure forzate contro la famiglia e la vita, ,le esecuzioni capitali spietate e i lavori forzati all’interno dei Lao-gai. L’Italia deve con tutte le sue forza bloccare l’avanzata della Cina, che pur essendo un ‘gigante’ economico, dimostra ogni giorno il suo degrado umano e valoriale.” dichiarano Marco Perissa, segretario del consiglio nazionale della Giovane Italia e Michele Pigliucci, dirigente nazionale della Giovane Italia.

SANITA’. CTO GARBATELLA, PERISSA (PDL): SBAGLIATO CHIUDERE COSÌ; NO STRUMENTALIZZAZIONI SINISTRA

Questa mattina in aula, in Pdl del Municipio XI ha presentato un documento per chiedere alla Regione Lazio il ripristino dei posti letti o l’apertura immediata di presidi medici, che sopperiscano alle mancanze derivate dalla chiusura del pronto soccorso. La maggioranza di sinistra abbandona l’aula per non far tardi alla manifestazione da loro indetta.
«Abbiamo assistito alla ennesima dimostrazione di quanto il presidente Catarci e Co. tengano di più a farsi inquadrare da due telecamere, rispetto a collaborare fattivamente per dare delle risposte concrete sul Cto».
Così in una nota il consigliere Pdl del Municipio XI e segretario del Consiglio nazionale della Giovane Italia, Marco Perissa.
Per il consigliere Perissa: «Risulta del tutto inaccettabile che i consiglieri di maggioranza del Municipio XI, invece di assolvere al loro dovere nei luoghi deputati e difendere il destino del Cto, come l’aula del Consiglio municipale, preferiscano andare a rincorrere qualche giornalista per tentare di strumentalizzare un malcontento popolare. A differenza di Catarci e della sua maggioranza, come centrodestra del Municipio XI siamo rimasti in aula e, proprio perché condividiamo e capiamo questo malcontento, abbiamo deciso di presentare un documento, nel quale chiediamo il ripristino dei posti letto o l’apertura di presidi medici territoriali. Sono convinto che la rimodulazione del Cto sia un errore rispetto al territorio che non tiene conto delle esigenze dei cittadini, ai quali non è stato offerto nessun servizio alternativo, se non in una incerta prospettiva futura. Contro chi strumentalizza il malcontento della popolazione su tematiche importanti, non ci diamo per vinti e faremo tutto il possibile per recuperare i disagi creati da questo piano di rientro sanitario sul nostro territorio».

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