Breve Rassegna Stampa sul parco di Tormarancia
Febbraio 2002 La sinistra tenta il colpo gobbo
Serie articoli sul parco di Tormarancia usciti poco prima che la Regione Lazio bloccasse definitavamente la cementificazione voluta dal centro sinistra.
In quei giorni la sinistra, consapevole della propria sconfitta, tentò sfacciatamente di salire sul carro del vincitore sperando che una mozione del comune contro la cementificazione potesse confondere i cittadini e salvargli la faccia con i cittadini.
Premessa:
Nel Febbraio 2002 la sinistra consapevole che di a breve la Regione Lazio avrebbe salvaguardato il comprensorio di Tormarancia inserendolo all’interno del parco dell’ appia antica tenta di salvare il salvabile cercando di acquisire non si sa bene a che titolo una qualche paternità sulla tutela del parco.
Vogliamo che i cittadini sappiano che se oggi Tormarancia è parco il merito è esclusivamente di quelle forze che dapprincipio si schierarono per la difesa del parco: Alleanza Nazionale (nelle persone di Fabio Rampelli, Marco Marsilio, Giorgia Meloni, Andrea De Priamo), il WWF, il comitato Antonio Cederna e Rifondazione Comunista.
Mentre i DS, la Margherita, i Verdi , e tutte le altre liste (ad eccezione della lista Pannella) che appoggiarono Rutelli come sindaco di Roma furono sempre a favore della cementifcazione e sempre a favore della cementificazione votarono in consiglio comunale, fino a quel fatidico febbraio 2002 in cui con la loro bella faccia tosta tentarono di saltare sul carro del vincitore…. MA NOI NON ABBIAMO DIMENTICATO
I Cittadini di Tormarancia, del Municipio XI e di Roma sappiano chi voleva salvare il parco e chi lo voleva cementificare!!
Tutto il nostro disprezzo a simili balletti in stile prima repubblica.
ANSA
Giovedì 7 febbraio 2002
AMBIENTE: AN, PRESTO A ROMA PARCO APPIA ANTICA PIU’ AMPIO
ROMA
”In tempi ormai imminenti AN onorerà gli impegni elettorali e consegnerà ai romani il parco archeologico più prestigioso del mondo, incrementato di 150 ettari”. Lo ha detto il capogruppo di AN alla Pisana, Fabio Rampelli, al termine della conferenza di indirizzo per acquisire il parere del Campidoglio sull’ ampliamento del parco dell’Appia Antica, per il quale il centrodestra ha presentato una proposta di legge.
”Prendiamo atto con piacere del ripensamento maturato nella sinistra romana – ha aggiunto Rampelli – sul ‘nodo Tormarancia’, così come ha dichiarato il Comune di Roma nella conferenza di indirizzo che si è tenuta per acquisire il parere obbligatorio del Campidoglio sulla proposta di ampliamento del parco dell’Appia Antica. Non ci sentiamo invece rassicurati dalla decisione di far dare agli costruttori di Tormarancia aree in compensazione. Non siamo pregiudizialmente contrari sul principio ma sulla localizzazione che viene paventata”. (ANSA).
ANSA
Lunedì 18 febbraio 2002
COMUNE ROMA: TORMARANCIA SARÀ PARCO
APPROVATA LA MOZIONE DELLA MAGGIORANZA
ROMA
Anche l’area di Tormarancia, 200 ettari che, secondo una definizione dei verdi ”testimoniano com’ era Roma prima di Roma”, al termine di una contrastata vicenda che ha visto spaccature nella precedente giunta, sarà parco e rientrerà nel Parco dell’Appia Antica.
Il Consiglio comunale di Roma ha approvato oggi con 31 SI e 16 NO una mozione che impegna la giunta a lavorare in quella direzione e a trovare delle nuove aree, per le compensazioni delle cubature precedentemente previste a Tormarancia, in coerenza con il nuovo piano regolatore generale. Ora, prima del piano regolatore, il Consiglio comunale dovrà approvare un accordo di programma dove siano indicate queste aree.
”Oggi si compie un atto fondamentale – ha commentato il verde Silvio Di Francia – primo firmatario della mozione sottoscritta da tutta la maggioranza,- per la prima volta in un documento ufficiale, laddove era prevista l’edificazione di 1,9 milioni di metri cubi, il consiglio comunale manifesta l’intenzione di acquisire l’area e farne un parco.
Si chiude una partita in cui i verdi si erano trovati schierati contro altre parti della propria maggioranza.
Ovviamente – ha proseguito Di Francia – localizzeremo altre aree della città per costruire in modo non massiccio, ma utile, altrove.” Di Francia ha aggiunto che trova strumentale la posizione di AN che ”su Tormarancia ha presentato una mozione analoga a quella della maggioranza, ma evita di far chiarezza sul fatto che la regione Lazio, dove AN governa, sta facendo decadere i vincoli sul piano delle certezze, che tutela alcune aree”.
La mozione di AN è stata illustrata in consiglio da Marco Marsilio, il quale ha ironizzato sul centrosinistra ”che fino all’altro ieri stava con la cazzuola per cementificare oggi corre per approvare il parco, nel tentativo di precedere l’approvazione in regione Lazio della legge per l’ampliamento del Parco dell’Appia Antica. Noi chiedevamo – ha proseguito Marsilio che l’intero comprensorio edificatorio fosse azzerato invece il centrosinistra ha previsto di mantenere 300 mila metri cubi dove non c’è il vincolo posto dal soprintendente La Regina”. (ANSA).
IL CORRIERE DELLA SERA
Martedì 19 febbraio 2002
Cronaca di Roma
Mozione in consiglio comunale
Tor Marancia “verde”, bocciata la lottizzazione
Il consiglio comunale blocca l’edificazione di Tor Marancia, il comprensorio diventerà un’area verde pubblica da inserire nel parco dell’Appia Antica. Un milione e novecento mila metri cubi previsti dalla giunta Rutelli e poi sottoposti al vincolo di inedificabilità della Sovrintendenza archeologica verranno individuati in altre zone della città attraverso il meccanismo della compensazione. Ieri il primo passo ufficiale con l’approvazione di una mozione «un indirizzo a cui – ha spiegato l’assessore al Territorio Roberto Morassut – seguirà un accordo di programma che indicherà le aree della città dove poter costruire. In questo modo tuteleremo il comprensorio e i diritti acquisiti di chi negli anni ha puntato sulla sua edificabilità». Morassut tiene anche a specificare che la soluzione della questione di Tor Marancia era uno degli impegni assunti da Veltroni in campagna elettorale. Contro la mozione ha votato il Polo. Marco Marsilio (AN) parla di oltre 300 mila metri cubi non vincolati tra via di Grotta Perfetta e via del Tintoretto per i quali sarebbe ancora prevista l’edificazione. «Il ripensamento su Tor Marancia è stitico, ci penserà la Regione ad ampliare il Parco», sottolinea Fabio Rampelli capogruppo di An alla Pisana. Accordo invece sulla compensazione che per il verde Silvio Di Francia, primo firmatario della mozione, sarà attuata in quartieri che realmente necessitano di nuove costruzioni evitando una edificazione massiccia che penalizzerebbe l’ambiente.
Questo svantaggio tuttavia potrà essere recuperato grazie a un recente provvedimento della Regione. Accanto agli insediamenti «economici e popolari» della 167, in avviata costruzione su un bordo del comprensorio (nelle prime palazzine già vivono duemila persone), dovrebbero insediarsi, al posto degli ovini che ancora vanno pascolando sull’immenso pratone tra casali abbandonati e rovine tardo-romane, quasi ventimila abitanti. Il problema è che mentre il Comune sta studiando il «che fare» in vista del nuovo PRG, su Tor Pagnotta si addensano nuvoloni temporaleschi. Gli ambientalisti si preparano a ripetere l’offensiva che fu lanciata su Tor Marancia. Il XII Municipio, a guida centrodestra, rivendica le proprie competenze: e tutti i partiti chiedono fin d’ora una «drastica riduzione» delle cubature. In Campidoglio se il centrosinistra trema di fronte al ricordo di quanto è avvenuto (e potrà ancora verificarsi) per Tor Marancia, il Polo non ride, date le spaccature già viste sullo stesso tema tra la linea di An e le posizioni di FI e del Ccd. Qualcuno prevede una tempesta sul Campidoglio, altri pensano invece ad una forte turbolenza tra il mondo della politica e quello dell’edilizia, che è già sul piede di guerra per ottenere una generale revisione degli accordi raggiunti con Rutelli. Quanto a Caltagirone, risulta deciso a far valere i suoi diritti e pronto a battersi contro chi non glieli facesse riconoscere ritoccando, ad esempio, le destinazioni del PRG. A suo favore (come per i Torlonia) sta il fatto che se Tor Pagnotta fosse destinata ad area verde il Campidoglio dovrebbe versare ai proprietari un risarcimento di una montagna di miliardi, che verrebbero sottratti ai bilanci «sociali» a cui punta la giunta Veltroni. Ma se la politica è l’arte del possibile, la politica troverà il modo di accontentare tutti: in questo caso, poi, sarebbe particolarmente disdicevole litigare per un «pezzo di pane», seppure tanto grande. Del resto, un accordo è in vista per Tor Marancia, per la quale sono già state individuate «compensazioni» alla Madonnetta di Acilia e a Massimina sull’Aurelia, presso il Raccordo anulare.