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Deputati e senatori più giovani per adeguare la legislazione italiana in materia a quella di tutte le altre grandi nazioni europee. Questi gli obiettivi delineati dal ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, che ha illustrato un ddl costituzionale che ha ottenuto il via libera del Consiglio dei ministri. Si potrà eleggere ed essere eletti come deputati a 18 anni e come senatori a 25 anni, superato l’iter che prevede un doppio passaggio nelle due Camere. “Nonostante sia una disegno di legge costituzionale - ha detto il ministro Meloni durante la conferenza stampa di presentazione a Palazzo Chigi -spero che si possa procedere su un binario privilegiato e a passi spediti affinchè il provvedimento sia approvato entro la legislatura e diventi operativo per le prossime elezioni politiche”. Plaudono all’iniziativa diversi esponenti della Giovane Italia : ” Noi non siamo coloro che utilizzano i giovani solo negli spot elettorali, ma quelli che ogni giorno nelle piazze, nelle scuole e nelle università, intercettano le loro necessità, che oggi grazie al Ministro Meloni, trovano risposta in Parlamento”, dichiarano in una nota Marco Perissa, segretario del consiglio nazionale della Giovane Italia e Michele Pigliucci, dirigente nazionale Giovane Italia”. “Auspico, proprio per la portata rivoluzionaria del ddl costituzionale, che esso possa trovare in Parlamento il sostegno unanime di tutte le forze politiche” aggiunge Chiara Colosimo, consigliere regionale e presidente della Giovane Italia Lazio. Finalmente un provvedimento capace di “svecchiare” la classe politica del Paese, a dimostrazione di come questo governo sia dalla parte delle giovani generazioni nei fatti e non solo negli slogan.
CONSULTA IL DDL MELONI :
http://www.gioventu.gov.it/media/39922/ddl%20costituzionale%20uscito%20dal%20cdm.doc

Il Circolo Territoriale Garbatella del Popolo della Libertà di Via Guendalina Borghese 8 nasce nel lontano 1948, iniziando da subito una lunga storia fatta di presenza nel quartiere e di impegno sociale. Situato nel cuore della Garbatella, il Circolo è diventato un punto di riferimento per i cittadini grazie anche agli sportelli sociali, che sono ormai, da anni, il nostro modo di dire che la politica tradizionale non basta a rappresentare le esigenze di un popolo: quindi lo sportello Ater, il centro CAF, gli sportelli di assistenza legale e fiscale, seguiti da professionisti seri e preparati, sono i servizi attivi settimanalmente presso il Circolo. Quest’anno, anche grazie alla collaborazione con l’associazione A.CE.R.O. , cercheremo di fornire risposte ancora più rapide ed esaustive alle problematiche ed alle esigenze della Comunità di quartiere.
Il comune denominatore di tutte le nostre attività sono la volontà di cambiare davvero le cose intorno a noi e di essere portatori dei valori e della tradizione del nostro popolo. Una visione comunitaria della vita, contrapposta ad ogni imperante individualismo ed egoismo sociale.

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tel. 380/7805249

La Giunta Comunale ha approvato le linee guida per la riqualificazione dell’area dell’Ex Fiera di Roma che prevedono la localizzazione di nuovi insediamenti compatibili e integrati con il contesto di riferimento e la trasformazione in corso, che sarà prevalentemente residenziale, con alcune funzioni commerciali e terziarie e che guarderà all’innovazione ed alla qualità anche sotto il profilo ambientale”.
Saranno realizzati edifici a corte che non superiori ai sei o sette piani (altezza degli edifici circostanti) e che mantengano la striscia di verde che caratterizza il lato destro della Cristoforo Colombo in direzione centro. Il Comune spera di bandire la gara prima dell’estate così da velocizzare i tempi di ripristino dell’area. Il mandato è stato dato ad Investimenti Spa, ex Fiera di Roma Spa. Importante sarà anche l’aspetto ecologico dell’opera, sono infatti stati previsti premi di cubatura pari al 5% per chi presenterà progetti sostenibili dal punto di vista della bio-edilizia
«Considero molto positive le parole dell’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, Marco Corsini, in merito all’approvazione in Giunta capitolina di un atto recante le linee guida per la trasformazione urbana dell’ex Fiera di Roma di Via Cristoforo Colombo. Quanto affermato dall’assessore va a correggere di fatto il fumoso progetto veltroniano della cosiddetta “città dei bambini” che, dietro alla retorica del nome, celava la classica valorizzazione urbanistica inserita negli allegri bilanci comunali redatti dalle precedenti amministrazioni di centrosinistra».
È quanto dichiara in una nota il presidente della Commissione Ambiente di Roma Capitale, Andrea De Priamo.
Per il presidente De Priamo: «in particolare, sembra che gli uffici del Piano Regolatore Generale si siano mossi secondo quanto da noi sempre suggerito ed auspicato, ossia immaginando di fare dell’area una vera “cittadella della sostenibilità ambientale” ispirata ai principi della qualità architettonica, della certificazione energetica degli edifici e di una mobilità interna all’area pienamente sostenibile. Particolarmente importante è l’indicazione secondo cui dovrebbero essere rispettate le altezze del tessuto circostante, evitando estemporanei progetti ispirati al “gigantismo metropolitano” in contrasto con i quartieri adiacenti al compendio immobiliare».
«In ogni caso – ha annunciato De Priamo – garantiamo il nostro impegno affinché non sia presa alcuna decisione al di fuori di un corretto ed ampio confronto con i cittadini, che saranno i primi ad essere avvantaggiati da un recupero dell’area, finora abbandonata al degrado in seguito alle decisioni ed alle scelte delle precedenti Giunte comunali».
Per firmare la petizione vienici a trovare nel nostro Circolo tutti i giorni dalle 17 alle 19.30!

Venerdì 1 aprile ore 18,30 Hotel PALATINO via Cavour, 213
Assemblea aperta a tutti, quadri, militanti e semplici cittadini, per
affrontare due temi di bruciante attualità. Temi sui quali la nostra
comunità vuole provare a stimolare il dibattito e confrontarsi dentro
e fuori il PdL. Non mancate
per info: servizicittadino@gmail.com oppure tel. 380/7805249
“Vorrei innanzitutto ricordare al Presidente Catarci che le scelte attuate nel piano di rientro di sanità dal Presidente Polverini e dal governo Berlusconi non sono state fatte per una presa di posizione, ma sono conseguenza dei lunghi anni di mala gestione della sanità della nostra regione.
Ricordo allo sbadato Catarci, i gravosi danni causati dal suo amico Marrazzo al sistema sanitario, anche poco prima di dimettersi. E’ facile diventare difensori della sanità pubblica a periodi alterni, ma è sinceramente poco produttivo e anche un po’ ipocrita. Da parte mia posso garantire che ho sempre preferito che siano i fatti a parlare, per cui sicuramente vigileremo sull’efficienza del Cto e sulla sua capacità di dare risposte concrete al territorio dopo questa rimodulazione, e se il risultato fosse negativo presenteremo delle alternative credibili.”
Dichiara in una nota Chiara Colosimo, consigliere regionale e presidente della Giovane Italia Lazio.
di Fabio Rampelli
In politica estera anche l’Uganda tiene una linea compatta e responsabile. La nostra opposizione invece, dal Pd a Fli e Idv, ha speculato sugli accordi bilaterali fatti dall’Italia con la Libia e la Russia, che ci hanno portato enormi vantaggi commerciali, energetici, economici, oltre al controllo dei flussi migratori verso Lampedusa. Hanno preferito anteporre all’interesse nazionale il solito antiberlusconismo e hanno scoperto che Gheddafi è un tiranno proprio quando l’Italia trasformava la Libia in un neo-protettorato grazie a un trattato di amicizia. Come se lo Yemen, l’Arabia Saudita, l’Iran, la Siria, la quasi totalità dei paesi africani, Cuba, la Cina, mezza Asia, mezza America, fossero territori governati da repubbliche democratiche e non da un manipolo di dittatori che soggiogano miliardi di persone conculcandone le libertà fondamentali, i diritti civili e politici. Come se tutte le potenze occidentali non intrattenessero con queste nazioni, che non conoscono nemmeno il significato della parola “democrazia”, rapporti commerciali e non ci concludessero cospicui affari, fregandosene altamente delle popolazioni oppresse.
Così, per l’istantanea soddisfazione di vedere messo in croce un nemico politico, hanno finito per danneggiare la nostra comunità facendo il gioco di quelle potenze straniere che stavano soffrendo l’iniziativa dell’Italia, finalmente emancipata da un pluridecennale rapporto di subalternità internazionale che durava dal secondo conflitto mondiale. Non si trattava di fare la guerra agli Stati Uniti o alla Francia, che restano nostri partner indiscussi, ma di andare sul mercato e spuntare prezzi per l’energia più convenienti di quelli che ci erano imposti dalle multinazionali “tagliagola” degli infingardi alleati occidentali.
Oggi fa piacere constatare che i diritti democratici delle popolazioni civili valgono un intervento militare e attendiamo le relative conseguenze sullo scacchiere internazionale per sceicchi, rais, dittatori, militari e comunisti.
La sensazione è che, grazie anche all’importante contributo dell’opposizione italiana, qualcuno non abbia potuto tollerare la nuova centralità acquisita e abbia forzato la mano non già per liberare un paese da uno dei tanti dittatori che ci sono sul pianeta, ma per rovesciare una sorta di “neo-protettorato” che l’Italia aveva costruito in Medio Oriente con metodologie pacifiche e abilità diplomatica.
Ma, certo, gridando al carnefice con il “libro verde” e mettendo strumentalmente la questione sul piano dei cittadini oppressi, l’Italia non aveva grandi scelte alternative, né poteva svincolarsi dalla risoluzione Onu n. 1973 che avrebbe trovato applicazione, davanti a casa nostra, anche senza di noi, rimaneggiando ulteriormente il nostro non irresistibile peso geopolitico. Sarebbe stato meglio schierare i Tornado al fianco dei Mig libici e contro i caccia francesi, piuttosto che lasciarli a terra a marcire e veder sfrecciare aerei altrui sul nostro cielo. E’ la dura legge della politica estera che tutti nel mondo e per secoli hanno fatto, nessuno escluso, cercando di tutelare interessi nazionali e non già ponendo con ipocrisia fastidiosa mere questioni di carattere filosofico.
Ma stavolta a farlo è stata l’Italia e aver sottratto alle multinazionali dell’energia un mercato quasi esclusivo di 60 milioni di utenti e uno tra i più efficaci sistemi industriali del pianeta ha fatto saltare la mosca al naso, come dimostra anche la solita spocchia francese, così simile a quella che – in politica interna – rende odiosa la sinistra alla maggioranza degli italiani. Ai cugini francesi non basta aver interferito negli affari italiani, ora vogliono primeggiare, guidare loro la missione internazionale a 200 km dalle coste della Sicilia, ripescano la vanagloria e la prosopopea bonapartista ed è forse per questo che non saranno mai leader di nulla e di nessuno.
E poi c’è un’altra “anomalia”, il totale disinteresse con cui viene trattata la questione profughi, lasciandola nelle sole mani italiane. Non si tratta forse delle stesse persone meritevoli di aiuto e difesa dai miliziani di Gheddafi? Dunque, se non ho capito male, quelle persone sono meritevoli di aiuti umanitari, fino all’intervento militare, finché sono sulla terra ferma, ma quando si trovano in mezzo al mare e cercano la fuga dal rais, possono tranquillamente finire tra i pesci… L’ipocrisia non ha davvero confini.
Intanto attendiamo con trepidazione analoga risoluzione Onu verso la Cina, per liberare i milioni di ‘ospiti’ dei Laogai (campi di lavoro forzato). Perché l’Onu la farà, giusto? E la Francia andrà a bombardare Pechino come nazione capofila, giusto? Dalle mie parti chi si accanisce contro armate straccione e si volta dall’altra parte di fronte a eserciti più poderosi e ben più efferati verso i civili li chiamano … … (provate voi a dare la definizione giusta). Viva l’Italia
«Troviamo davvero imbarazzanti le richieste di chiarimento di esponenti del Pd rispetto a presunti favoritismi o morosità di sedi ex An in alcuni quartieri della Capitale. Più volte, infatti, è stata resa nota la mappa delle assegnazioni di sedi di partito presso immobili Ater, che dimostra come non sia nemmeno paragonabile la proporzione a favore di sedi di tutti, ma proprio tutti, i partiti di centro sinistra, in molti casi con clamorose morosità e canoni irrisori. Solo per rimanere alla Garbatella, una delle zone citate dagli esponenti del Pd con un immancabile quanto ridicolo riferimento al Ministro Giorgia Meloni, che per il solo fatto di essere cresciuta nel quartiere viene ultimamente tirata in ballo sui temi più svariati che non la riguardano né per competenze istituzionali né per ruoli politici rivestiti, insistono numerose sedi della sinistra presso locali pubblici».
È quanto dichiarano in una nota congiunta il consigliere Pdl di Roma Capitale, Andrea De Priamo e il consigliere Pdl del Municipio XI, Marco Perissa.
«La più nota è la prestigiosissima “Villetta” di via Passino, già sede del Pci e dei Ds, ora di Sel. In Via Passino insiste anche il centro sociale “La Strada” presso locali comunali a suo tempo occupati e poi gentilmente riconosciuti da una delibera dell’allora Sindaco Rutelli. Il Pd detiene una sede presso immobili Ater a largo Ansaldo “casualmente” acquisita durante la gestione Marrazzo. Presso sedi Ater insistono anche nei vicini quartieri di Tor Marancia e Montagnola le sedi dei Comunisti Italiani e del Prc. Sempre alla Garbatella vi sono poi i locali dei Socialisti Italiani in Via Caffaro e addirittura quelli dei SocialDemocratici in Via Rosa Guarnieri Carducci. Per non parlare delle decine e decine di sedi occupate o concesse a canoni di locazione irrisori ad altrettante associazioni della sinistra parlamentare ed extraparlamentare», hanno ricordato De Priamo e Perissa.
Per De Priamo e Perissa: «Ben vengano dunque operazioni verità volte a verificare procedure di affidamento, situazioni dei pagamenti ed ogni altro aspetto sulla mappa delle sedi pubbliche ai partiti politici nella città, comprese le eventuali responsabilità dell’Ater e della Pubblica Amministrazione nel suo complesso. Sicuramente emergerà la prepotenza con cui la sinistra si è impossessata nei decenni di locali pubblici a condizioni di favore e con una logica pressoché militare di lottizzazione del territorio».
“L’approvazione dell’ordine del giorno bipartisan in Comune sull’ostello della Gioventù dimostra la volontà, già espressa alcune settimane fa dalla Commissione Turismo della Regione Lazio, di voler offrire una soluzione alternativa alla chiusura della struttura, vista e considerata l’importanza che essa assume per il miglioramento morale e culturale della gioventù, attraverso la pratica del turismo. La struttura faceva parte del circuito della Federazione Internazionale degli Ostelli della Gioventù, e una città come Roma, ricca di cultura e storia, non può privarsi di un complesso così eccellente. Esprimo il mio personale plauso per l’approvazione di questo ordine del giorno e sono certa che per l’individuazione della sede alternativa si potrà pianificare un proficuo percorso di collaborazione tra il Comune di Roma e la Regione Lazio.” Dichiara Chiara Colosimo, consigliere regionale e presidente della Giovane Italia Lazio.
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Il Libro di Giorgia Meloni
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