
Vista del Parco di Tormarancia
Articolo tratto dal sito del nostro rappresentante nell XI Municipio il consiglereMarco Perissa.
Dall’ I – 60 alla CITTA’ DEI BAMBINI bugie dietro bugie ma siamo ancora in tempo per fare qualcosa?
A seguito della riunione congiunta delle commissioni comunali di ambiente ed urbanistica tenutasi oggi alla presenza dei comitati di quartiere per raccogliere le testimonianze di problematicità inerenti alla tematica dell’I 60 ho, deciso di condividere con voi alcune riflessioni che questo incontro mi ha suscitato.
Di I-60 ne abbiamo parlato lungamente ed il dato che spesso è emerso, e continua ad emergere, è che questa sia una battaglia persa, o almeno troppo difficile da poter vincere e, perciò, scomoda. Questa visione diffusa sia tra gli esponenti politici che tra i cittadini (ma più tra i primi) ha fatto in modo che tutti coloro i quali hanno ancora la forza di dire no siano stati presi per matti, compreso il sottoscritto.
Ma come si può restare a guardare? Come è possibile rimanere immobili mentre a pochi passi dalle nostre case, dai giardini in cui giocano i bambini del nostro quartiere, tra poco tempo, sorgerà un nuovo “Serpentone” di cemento che riverserà nelle nostre strade migliaia di automobili, inquinamento, traffico e ci priverà di circa 25 ettari di verde senza aver previsto un piano per l’assorbimento del traffico, dedicando ai servizi pubblici solo il 10% dell’area e senza che neanche una minima parte di queste abitazioni possa essere destinata all’edilizia popolare?
Assistiamo nel nostro municipio ad una delle peggiori speculazioni edilizie che vedono arricchire le tasche dei soliti noti sulle spalle dei cittadini.
Ma il problema che ci troviamo a vivere nasce in tempi lontani, dalla famosa legge sulle “compensazioni”. Attraverso questa legge, se per qualunque motivo dovesse essere stata revocata l’autorizzazione a costruire, l’istituzione avrebbe dovuto identificare un altro terreno o altrimenti avrebbe dovuto pagare, al costruttore, una penale equivalente al mancato guadagno derivato dall’impossibilita di vendere l’immobile.
E tutto parte dal famoso, anzi famosissimo, Parco di Tor Marancia. Sorta l’impossibilità di costruire li i 200.000 metri cubi di cemento data la sua annessione al Parco dell’ Appia Antica, per compensazione, si è ben pensato di trasferirli su via di Grotta Perfetta. Ed ecco che 200.000 previsti più i 200.000 di compensazione partoriscono il mostro. Ma la cosa ancor più sconcertante è che per prassi il Comune di Roma, guidato dall’ On. (si fa per dire) Veltroni, chiede al Municipio XI un parere vincolante al Municipio XI che ben si è guardato, all’epoca, di coinvolgere i cittadini e i comitati in quei famosi percorsi di partecipazione che tanto incentiva. Il risultato è che il municipio esprime parere favorevole alla realizzazione di quel progetto.
Un Municipio complice di questa speculazione perché tacito osservatore che oggi prova ipocritamente a derogare al comune la responsabilità di questo scempio. Le colpe sono a mezzi: di chi ha proposto il progetto e di chi, quando a potuto opporsi ha invece preferito appoggiarlo, ed oggi come sempre chi paga sono i cittadini.
Ma attenzione, perché come si dice in gergo: “ci stanno per fare un altro biscotto”. Non cadete nella demagogia della CITTA’ DEI BAMBINI. Anche questo è un progetto che prevede la realizzazione di palazzi ad otto piani per metà residenze e per metà uffici e solo una minima parte sarà adibita ad area attrezzata per i bambini.
Sulle due situazioni citate ( I – 60 e CITTA’ DEI BAMBINI) ci sono due differenze: la prima è una battaglia che va combattuta per salvare il salvabile, anche se io sono dell’idea che questo tipo di battaglia possa essere il giusto pretesto per chiedere con forza l’abolizione della legge sulle compensazioni, mentre sulla seconda bisogna cominciare a muoverci da subito, senza aspettare di vedere le ruspe perché allora anche in quel caso sarà troppo tardi.
