Alemanno: anche a Roma un commissario per i ROM

Roma, 14 mag. (Adnkronos/Ign) – ”Il tema di un commissario straordinario per i nomadi noi lo abbiamo già sollevato in campagna elettorale. Questa realtà sarà rapidamente estesa anche a Roma: tra pochi giorni, completeremo questo processo”. Lo ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno (nella foto), in un’intervista a ‘Vivavoce’ rubrica di ‘Radio24′.

Non stiamo parlando di una storica presenza di sinti, giostrai ma di invasioni con flussi crescenti – ha aggiunto – Si tratta di fronteggiare un’emergenza”.

“Questa è una cosa completamente diversa, che fa da innesco a una serie di presenze diverse, più o meno abusive, come è successo qua a Castel Sant’Angelo, multietniche – ha continuato il sindaco – Per cui praticamente c’è di tutto in questi campi, c’è anche qualche italiano disperato. Da questo punto di vista, si tratta di fronteggiare un’emergenza, riportare la normalità: la normalità significa cercare di tenerci i nostri nomadi italiani, evitare che ci sia questo flusso”.

“I nomadi in Europa sono 16 milioni – ha detto – per cui, se questi flussi non vengono controllati, si ha il rischio che si spostino tutti dai Paesi più poveri a quelli considerati più ricchi”.

Bisogna fare un grosso intervento rispetto alla questione della polizia locale - annuncia poi Alemanno -, non soltanto per raccogliere il grido di dolore che abbiamo sentito prima dal vigile urbano e dalla maggioranza dei vigili romani, ma soprattutto perché, la polizia municipale, è una potente risorsa per la polizia di prossimità”. “Anche l’idea del poliziotto di quartiere deve cedere il passo a una valorizzazione vera e a un potenziamento vero della polizia locale – ha detto – Deve avere una riforma nazionale, un forte potenziamento, perché quella è la vera ‘polizia di quartiere’. E su questo bisogna puntare – insiste il sindaco – per fare in modo che non ci siano vigili che fanno multe per fare cassa, ma che ci sia polizia municipale che intervenga sul degrado, il traffico, e che combatta la criminalità di strada”.

In merito al debito di 6,7 miliardi di euro per il Comune di Roma, Alemanno osserva: “L’eredità è piuttosto pesante, e dovremo sicuramente chiedere un intervento al governo nazionale per affrontare e per governare questo debito che abbiamo ereditato nella città di Roma”.

“E’ evidente che ci sono situazioni pesanti all’interno delle città, non soltanto a Roma. Ed è altrettanto evidente che queste situazioni pesanti non si affrontano con le tasse ingiuste: il problema dell’Ici sulla prima casa, lo poniamo come problema di principio”. Ha continuato il sindaco: “Noi riteniamo che non sia giusto tassare la casa dove si abita: la casa dove si abita, infatti, non è né un reddito né un patrimonio, ma è un diritto che non può essere tassato. Quindi, rispetto ai pesi, troveremo il modo di compensarlo con interventi meno ingiusti: io, per esempio, ritengo sia un fatto giusto quello di aumentare l’Ici sulle case sfitte, e in particolare su grandi stock di case sfitte, che a Roma sono 136 mila”.

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