La procura di Roma ha aperto una inchiesta sulla requisizione di oltre 200 appartamenti, decisa lo scorso 11 ottobre dai presidenti dei Municipi IX, X e XI. Nel fascicolo, affidato al pubblico ministero Salvatore Vitello, sono stati ipotizzati i reati,
contro ignoti, di abuso d’ufficio e usurpazione di funzioni.
Per far luce sulla vicenda saranno acquisite le ordinanze di requisizione. Alla fine dell’inchiesta il pm dovrà esprimersi sull’effettiva legittimità della procedura adottata nei tre Municipi, che hano agito per tutelare gli affittuari in vista della scadenza, domenica 14 ottobre, della proroga degli sfratti.
I presidenti dei tre Municipi in questione, Susanna Fantino, Sandro Medici e Andrea Catarci, hanno spiegato che l’iniziativa mira a non appesantire la già grave situazione di emergenza abitativa della capitale. L’iniziativa dei Municipi riguarda quelle famiglie destinate a lasciare gli immobili nelle prossime settimane, che invece, grazie a queste ordinanze, potranno restare nelle case pagando l’affitto attuale.
LA POSIZIONE DI ALLEANZA NAZIONALE
RAMPELLI (AN): “ABUSO DI POTERE PRESIDENTI PRC”
“I presidenti di Municipio non hanno il potere di procedere alle requisizioni, lo stabilisce una sentenza del Consiglio di Stato”. E’ quanto dichiara in una nota il deputato di Alleanza nazionale, Fabio Rampelli.
“I provvedimenti di requisizione – sottolinea Rampelli – sono stati infatti assunti in carenza di potere ed in assenza dei requisiti prescritti dalla legge. I presidenti hanno usurpato competenze del prefetto commettendo un vero e proprio abuso di potere. Sul punto ricordo la pronuncia del 30 luglio di quest’anno dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, che condanna un Comune a risarcire i danni in modo analogo causati
ai privati proprietari degli immobili. Su tale indegna vicenda, con cui, citando una sentenza della Cassazione di tutt’altro contenuto, Action cerca di dare una volto di legalità a pratiche illegittime, non mi limiterò ad una interrogazione parlamentare,
ma interesserò la Procura della Repubblica e la Corte dei Conti con i doverosi esposti, nonché la Giustizia Amministrativa con le azioni giudiziarie più opportune”.
“I presidenti dei tre municipi che hanno effettuato le requisizioni – conclude Rampelli – guarda caso sono tutti e tre di Rifondazione comunista, non mi stupisce più di tanto che
questo sia avvenuto, l’idiozia evidentemente è contagiosa, Action e i loro amici speculano sulla povera gente non meno dei palazzinari che sono soliti accusare”.
Marco Marsilio – Capogruppo di An al Consiglio comunale
Requisizioni il silenzio di Veltroni sulle requisizioni è emblematico. Mentre si appresta a diventare il leader del nuovo Partito democratico, strizzando l’occhiolino ai moderati e facendo la faccia feroce agli estremisti di sinistra, Rifondazione lo ripaga con gli interessi, pigiando il piede sull’acceleratore e forzando la mano verso politiche molto più vicine alla pratica dell’esproprio proletario che alle tranquillizzanti parole d’ordine liberali e liberalizzatici de suo sindaco.
Ovviamente Veltroni resta in silenzio: non può dire che le requisizioni vanno bene, sennò dovrebbe chiedere al governo Prodi di farle in tutta Italia tramite la legittima autorità dei perfetti, spaventando proprietari di immobili e partiti alleati centristi. Ne può smentire i presidenti neocomunisti dei municipi IX- X- XI, perché si ritroverebbe ad esordire come segretario del Pd con la crisi dentro casa come il duo collega Cofferati a Bologna.
Nel frattempo, a sostenere le requisizioni sono molti esponenti del nascente Pd, dimostrando quale sia il vero volto del questa formazione, e di come nel centrosinistra siano tutti succubi della sudditanza psicologica e politica della sinistra ideologica e radicale.
Compresi i moderati dell’Udeur, le cui proteste per non aver avuto un assessore non fanno nemmeno più notizia, tanto sono scontate e inefficaci.
