Action – occupazioni abusive. Interrogazione ad Amato di Fabio Rampelli

Parte campagna di denuncia in tutta Italia su bastaction@yahoo.it

 

 

 

 

“Troviamo sconfortante la testimonianza del commerciante di Corso Trieste, terrorizzato dalle occupazioni dello stabile Impdap. È la prova più evidente che i ‘figuri’ che manovrano Action sono tutt’altro che mammolette e difensori dei più deboli. Ma sono semplicemente dei sobillatori liberi di agire in tutta Roma con la legittimazione del sindaco Veltroni. Ci chiediamo quale credibilità possa avere il futuro leader del Pd visto che consente a queste bande di scorrazzare nella Capitale e occupare stabili pubblici e privati a proprio piacimento dando una percezione d’illegalità da sud del mondo. Nell’interrogazione al ministro Amato, abbiamo chiesto di procedere a un censimento degli stabili occupati, e se non ritenga opportuno sciogliere ‘Action’ che menziona nel proprio statuto un articolo facente chiaro riferimento al fenomeno illegale delle occupazioni. Stiamo organizzando una campagna di raccolta dati e di informazione per realizzare un monitoraggio in tutta Italia sulla diffusione delle occupazioni che sembrano ormai una metafora moderna dei vecchi espropri proletari: l’email è bastaction@yahoo.it.

Ci risulta, infatti, che tutte le grandi città siano soffocate da questa morsa di arroganza e illegalità mascherate da iniziative politiche”. È quanto dichiara il deputato di Alleanza nazionale, Fabio Rampelli, primo firmatario dell’interrogazione su Action, a commento della testimonianza fatta su Roma Liberale channel e denunciate dalla coordinatrice della CdL in II municipio, Daniela Chiappetti.

Di seguito il testo dell’interrogazione

si trasmette interrogazione

Al Ministro dell’Interno.

Per sapere – premesso che:

il fenomeno delle occupazioni abusive, nella città di Roma, sta assumendo dimensioni a dir poco allarmanti;

gran parte delle succitate occupazioni vengono poste in essere dall’associazione “”, sul cui sito compaiono eloquenti immagini a testimonianza di ciò;

nel medesimo sito internet si trova, all’articolo 15 dello statuto dell’associazione di cui sopra, la descrizione delle funzioni di un organo della stessa, il “consiglio delle occupazioni”, a testimonianza del fatto che tale pratica illegale è alla base della stessa costituzione dell’associazione;

nonostante quanto previsto dallo statuto e nonostante il carattere delle occupazioni sia sempre meno identificabile con l’emergenza abitativa che si vuole spacciare come fine delle stesse, l’associazione “Action” intrattiene rapporti istituzionali con il Comune di Roma, nelle persone del Sindaco e dell’Assessore alle politiche del patrimonio ed abitative, i quali concordano e trattano con l’associazione in merito alle scelte politiche del Comune stesso;

uno dei massimi responsabili di “Action”, già consigliere comunale a Roma e già condannato per azioni illegali portate a termine proprio nella veste di membro o rappresentante dell’associazione, è persino stato nominato, nel luglio scorso, consulente alle politiche abitative del gruppo di Rifondazione comunista al Senato, a ulteriore conferma della compiacenza politico-istituzionale di cui gode “Action”;

la pratica delle occupazioni, che interessano indistintamente tutto il territorio della città di Roma, viene incredibilmente tollerata dalle istituzioni comunali e dalla Prefettura, le cui ordinanze di sgombero rimangono buoni propositi mai effettivamente eseguiti, come ad esempio accaduto nel caso dell’occupazione, da parte di “Action”, dell’immobile ex IMPDAI, ora di proprietà BNL, di Via Catania, nel Municipio III;

l’occupazione di cui al punto precedente si è protratta per circa cinque mesi, terminando solo con il volontario “trasloco” degli occupanti nelle strutture dell’ex ospedale oncologico Regina Elena, attualmente di proprietà dell’Università La Sapienza, sancendo così, di fatto, una nuova occupazione;

sempre nel Municipio III di Roma, la suddetta associazione si è resa protagonista, lo scorso 30 maggio, dell’occupazione della sede del Municipio stesso, nel corso della quale si sono riscontrati numerosi atti di vandalismo, comportanti, tra le altre cose, la distruzione di mobilia varia e di importanti documenti, con evidente nocumento per l’intera collettività;

le continue occupazioni, nonché le altre azioni al limite della legalità degli attivisti di “Action”, stanno accrescendo il clima di tensione e di insicurezza in cui vive la popolazione delle zone interessate dalle occupazioni stesse, sempre più spesso ricettacolo di immigrati clandestini, pregiudicati, delinquenti vari, dediti abitualmente alla microcriminalità e allo spaccio di droga;

come testimoniato anche dal recente caso del Municipio III di Roma, si registra, in conseguenza delle predette occupazioni, un deciso incremento di furti in negozi e appartamenti limitrofi, con la conseguenza che aumentano le preoccupazioni dei cittadini e vengono meno la percezione della legalità e quella della sicurezza;

l’associazione “Action” si era resa protagonista, il 26 maggio scorso, anche dell’occupazione di uno dei simboli della cristianità, la Basilica di San Giovanni in Laterano, successivamente abbandonata solo in cambio di un incontro, richiesto e ottenuto, con due ministri dell’attuale Governo, a riprova dell’acquiescenza delle istituzioni verso la suddetta associazione;

questo crescendo di illegalità, tanto minoritaria quanto pesante per la vita della città, e la totale indulgenza, quando non condiscendenza, delle istituzioni verso “Action”, stanno fortemente minando alcune delle componenti essenziali del vivere civile, quali il rispetto degli altri e della legge, con il rischio che, aumentando l’insicurezza e l’illegalità, si esasperino gli animi dei cittadini e si moltiplichino i fenomeni violenti -:

il Ministro interrogato non intenda procedere ad un censimento degli stabili occupati, anche al fine di verificarne sia l’agibilità che l’abitabilità, spesso assai precarie come nel caso dell’edificio occupato in Via Bartolomeo Marliano, a Roma;

non ritenga opportuno verificare se sussistano le condizioni per lo scioglimento per legge dell’associazione “Action” che, come ricordato in premessa, menziona nel proprio statuto un organo facente chiaro riferimento al fenomeno illegale delle occupazioni;

misure urgenti intenda adottare per sconfiggere il fenomeno delle occupazioni abusive, per ripristinare la legalità e per riaffermare il diritto-dovere dello Stato nel far rispettare la legge.

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