Per il Tg1 i no global non sono comunisti

“Estremisti, autonomi, no-global, anarchici, black block, perfino “neo-nazisti” (fuorviante e discutibile definizione del Tg1 di Riotta)… questi gli aggettivi con i quali sono stati qualificati dalla grande stampa i responsabili delle violenze di Rostock”.

“Estremisti, autonomi, no-global, anarchici, black block, perfino “neo-nazisti” (fuorviante e discutibile definizione del Tg1 di Riotta)… questi gli aggettivi con i quali sono stati qualificati dalla grande stampa i responsabili delle violenze di Rostock, probabile seduta di allenamento per la prossima riunione del G8. Sarebbe forse giusto che qualche organo d’informazione si degnasse di usare la parola “comunista”, perché così si definiscono quei manifestanti e le bandiere rosse, quelle con falce e martello, quelle con l’effige di Che Guevara, quelle cinesi e, perfino, quelle ex sovietiche presenti in Germania, non lasciano dubbio alcuno. Si tratta di diritto di cronaca, non di speculazioni politiche, e la gente deve sapere che 146 agenti sono stati feriti, quaranta in modo grave, da persone che si definiscono “comuniste” e usano violenza nel nome del comunismo. Basta con questo scudo culturale inaccettabile, cosciente o inconsapevole, che stravolge la verità al cospetto del popolo italiano e, nella confusione, ingrossa le fila delle organizzazioni comuniste grazie alla collaborazione della nostra informazione”.

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