“Prendo atto che il sindaco Veltroni non risponde alle mie domande relative agli arresti domiciliari inflitti a Nunzio D’Erme per il reato di associazione a delinquere finalizzata all’occupazione abusiva di immobili.
Non è corretto né trasparente delegare questa risposta al proprio comitato elettorale o all’ineffabile portavoce Di Francia: il sindaco non può ignorare questa grave decisione della Magistratura su uno degli esponenti qualificanti della propria coalizione”.
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E’ quanto dichiara il candidato a sindaco di Roma Gianni Alemanno, che dopo aver invitato il sindaco Veltroni a prendere una posizione chiara sulla vicenda giudiziaria che ha coinvolto il consigliere comunale Nunzio D’Erme ed altri affiliati all’organizzazione Action, ha registrato solo un comunicato proveniente dal Comitato Elettorale di Veltroni
“Qui non siamo di fronte ad un’inchiesta estranea al contenzioso politico di questa campagna elettorale – afferma Alemanno – Essere arrestati per associazione a delinquere finalizzata all’occupazione di immobili significare sanzionare giudiziariamente il cuore politico dell’azione di D’Erme e della sua Lista Arcobaleno che è nella coalizione di Veltroni.
Il sindaco, se lo ritiene, solidarizzi con l’indagato oppure prenda le distanze.
Quello che certamente non è accettabile è che rimanga in silenzio facendo finta di niente”.
“Abbiamo detto con chiarezza – prosegue Alemanno – che il Comune di Roma sta tollerando da tempo un’attività illegalmente organizzata di occupazioni abusive promosse dai centri sociali dell’ultrasinistra. Abbiamo sottolineato l’esistenza di significativi dossier su atti di violenza, che sono sui tavoli della Magistratura. Abbiamo proposto la creazione di un codice comportamentale che tutti i responsabili delle occupazioni devono sottoscrivere per rifiutare esplicitamente l’illegalità e la violenza politica.
“Vorremmo dunque sapere – conclude Alemanno – direttamente dal sindaco Veltroni cosa ne pensa di tutti questi problemi che sono stati clamorosamente sanzionati dalla decisione della Magistratura”.
