Il verbale dell’intervento di Teodoro Buontempo il 2 -7-03
CASE DEGLI ENTI:
Alla camera Alleanza nazionale vota insieme all’opposizione un’emendamento che favorisce gli acquisti collettivi e stabilisce un ulteriore sconto del 15% sul prezzo di mercato.
Ecco il verbale dell’intervento di Teodoro Buontempo al Parlamento Italiano che ha motivato la presa di posizione.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l’onorevole Buontempo. Ne ha facoltà.
TEODORO BUONTEMPO. Credo che nessuno abbia più dubbi sul fatto che il patrimonio immobiliare pubblico sia stato mal gestito nel corso degli anni, che si siano create condizioni di privilegio e che si siano recati danni alle casse degli enti di previdenza.
Quello che tuttavia, a mio avviso, non funziona è che questa cattiva gestione e questo sistema clientelare con il quale è stato gestito il patrimonio immobiliare pubblico debbono essere pagati oggi dagli inquilini: questo è il punto!
L’ultimo esempio è quello relativo all’ente previdenziale dei medici, l’ENPAM (un ente privato, si dice): è degno di un paese civile che venerdì scorso sia comparso su un quotidiano romano l’annuncio che il 16 luglio, ovvero dopo quindici giorni, saranno venduti circa 630 appartamenti senza che gli inquilini siano stati minimamente avvertiti? Non sono stati avvertiti, né con una lettera, né con un colloquio, magari al fine di consentire loro di usufruire della possibilità di costituirsi in cooperativa e quindi di comprare gli alloggi, a parità di diritti con i terzi.
Se questi appartamenti fossero venduti al prezzo di mercato, non lo condividerei, ma ciò consentirebbe all’ente di incassare denaro. Invece l’appartamento viene venduto al prezzo al quale dovrebbe essere venduto all’inquilino! L’appartamento viene quindi acquistato da alcuni signori che lo rivenderanno a un prezzo che è due o tre volte il prezzo al quale viene venduto oggi!
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Ritengo tutto ciò incivile e mi auguro che l’ENPAM voglia fermare l’asta pubblica indetta per il 16 luglio, per aprire una trattativa con gli inquilini al fine di verificare quali possibilità ci siano per gli inquilini stessi di poter accedere al bene casa. Infatti, a mio avviso, il diritto di prelazione continua ad esistere perché l’articolo 38 della legge 27 luglio 1978, n. 392, sull’equo canone non è stato abrogato.
Anzi, proprio quando si rivendica il fatto che si tratti di un ente privato, essendo la legge stata fatta per gli enti di previdenza, l’ente privato è sottratto alla normativa, che io non condivido, ma che esiste. Per quanto riguarda questo caso, chiedo che si provveda urgentemente, da parte dell’ENPAM, a sospendere la gara pubblica indetta per il 16 luglio e ad aprire, in tempi brevi, una trattativa con gli inquilini per verificare se siano o meno in condizione di acquistare la casa. È assolutamente incomprensibile che chi abita in una casa da venti, trent’anni, la veda mettere all’asta, senza aver ricevuto uno straccio di lettera.
Le cattive gestioni precedenti devono essere pagate dagli amministratori, che – magari – devono finire in galera per come hanno sciupato il patrimonio, e non dall’inquilino che si è attenuto alle norme vigenti. Quanto all’ente dei farmacisti, un mio emendamento alla finanziaria prevede che chi abbia presentato la domanda entro ottobre, possa acquistare al prezzo in vigore al momento della presentazione della domanda. Ciò viene disatteso. Onorevoli colleghi, esponenti del Governo, si sta creando una giungla priva di regole, nella quale a pagare è il cittadino, mentre i corrotti che hanno gestito questi enti sono sui panfili a godersi l’estate. Questa è la verità.
Comunque, il Governo al quale do il mio appoggio e la coalizione di cui faccio parte devono capire che ci sono problemi sociali e diritti dei cittadini che sono superiori anche ai bilanci delle aziende da risanare e che non possono essere calpestati per consentire al signor Rossi di acquistare case ad un milione e mezzo di vecchie lire al metro quadro in una zona in cui il valore ammonta almeno a tre milioni di vecchie lire al metro quadro. E questo diritto non lo diamo al cittadino. Addirittura, cosa si fa in questo provvedimento? Si prevede che, qualora ci si costituisca in cooperativa, si debba raggiungere l’80 per cento delle case da acquistare. Si passa dal 50 al 80 per cento. In altre parole, alzando il tetto all’80 per cento, si costringe la cooperativa a farsi carico anche delle case che gli inquilini non vogliono acquistare. Signori del Governo, sottosegretari, sto parlando con voi, non con i banchi di questo Parlamento. Dopo lo scempio dei provvedimenti che state presentando, siete tenuti almeno ad ascoltare con serenità (Applausi di deputati del gruppo della Margherita, DL-l’Ulivo).
Credo si debba consentire agli inquilini di acquistare case, sulla base della rivalutazione ISTAT del 1996, all’epoca del Governo Prodi. Lo dobbiamo ricordare: chi ha aperto le autostrade della vendita di questo patrimonio immobiliare, senza regole e senza tutela dei diritti dei cittadini, è stato il Governo Prodi nel 1996. Il Governo di centrodestra non può aggravare le condizioni di una strada sbagliata. Oggi superiamo abbondantemente quel provvedimento e stabiliamo una condizione di «non regole».
Quindi, la mia prima richiesta è che si torni ai prezzi del 1996, al decreto legislativo n. 104 e che l’incapacità degli enti pubblici di gestire e far fruttare il patrimonio immobiliare non ricada sui cittadini. La necessità di fare cassa, per contribuire alla diminuzione del deficit pubblico e, quindi, per poter entrare in Europa – come disse Prodi -, oggi è superata. Le conseguenze di quel provvedimento sono state disastrose. Colleghi della sinistra, ciò va riconosciuto con molta serenità, perché quel provvedimento cancellava le responsabilità degli amministratori. In linea con tale scelta, con questo nuovo decreto-legge si fanno pagare alla gente responsabilità che essa non ha.
Noi parliamo del caso di Roma, di migliaia e migliaia di appartamenti: credo che un terzo della città costruita appartenga
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agli enti. Ora, vi è questo intreccio tra chi è rimasto ente pubblico, chi diventa fondazione è chi diventa ente privato e il cittadino che è costretto pagare gli avvocati, deve impazzire e deve cercare colloqui impossibili perché nessuno li riceve. Come è possibile non rendersi conto del disagio sociale che si viene a creare per il paese e per la sua economia? L’incertezza del diritto provoca una moltiplicazione dei danni sociali ai quali poi il Governo e le forze politiche devono far fronte e devono rispondere. Mi auguro che questo decreto-legge sia emendabile e che lo si possa modificare. Quando si tratta dei cittadini, non serve dire «Oddio, deve tornare al Senato»! E allora? Torna al Senato, ci si mette qualche mese in più, ma credo che debba essere fatto ogni sforzo per creare una condizione di equilibrio e di equità.
Cari colleghi, in questa prima parte del mio intervento, rendo noto intanto che non ritiro gli emendamenti a mia firma e chiedo il voto in aula perché ciascuno si assumi la responsabilità tra le cose che dice quando incontra gli inquilini e le cose che fa nell’aula del Parlamento. Questo perché ci siano nomi e cognomi, perché il cittadino possa raffrontare il voto espresso con ciò che è stato detto in faccia agli inquilini. Feci l’opposizione quando il provvedimento era del Governo Prodi, ho fatto l’opposizione quando l’ha proposto il centrodestra. Oggi faccio la opposizione a questo decreto-legge perché lo considero di una ingiustizia inaudita, perché al cittadino che rispetta le leggi non gli si può fare una colpa se sono state fatte in maniera distorta, perché a chi ha 60 anni ed ha regolato la propria vita secondo un reddito e una condizione sociale non gli si può dire «adesso cambia tutto, tu non hai il tetto dove abiti e se non vai sotto il ricatto delle società (che comprano a basso costo e poi metteranno un cappio alla gola di queste famiglie), tu non hai più diritti».
PIERO RUZZANTE. Costavano la metà gli appartamenti!
TEODORO BUONTEMPO. Non è possibile che riguardo ai nostri marescialli, ai nostri militari, tutti – quando si nomina l’esercito si applaude e ci si commuove e poi, di colpo, queste case possono essere vendute -, a 60 anni si dice loro «tu hai servito lo Stato e lo Stato ti caccia a calci nel sedere senza neppure incontrarti, parlarti e vedere quali condizioni si possono ottenere (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l’Ulivo e della Margherita, DL-l’Ulivo)»!
Io credo che il principio di fare cassa non appartenga a quella rivoluzione dei valori a cui la Casa delle libertà aveva fatto riferimento. Ci sono delle necessità sociali che sono superiori a questo e se si teneva tanto a fare cassa lo si poteva fare quando questo patrimonio immobiliare veniva dato a poche lire o in condizioni di privilegio. Per esempio, fare cassa con il patrimonio ex IPAB, patrimonio pubblico, sciupato, rovinato, che non esiste più, dato in condizioni di privilegio. Chi governava questo paese, sant’Iddio? Oggi il centrodestra, che ha raccolto la speranza degli italiani di creare un’Italia giusta, un’Italia che sappia coniugare l’interesse degli enti con l’interesse prevalente del bene comune, la Casa delle libertà che ha avuto il voto per cancellare i privilegi di cui noi non facevamo parte nella maniera più assoluta, non può oggi diventare la spada di quei mascalzoni che hanno gestito con corruzione gli enti pubblici!
Ecco, quindi, quale è lo spartiacque al quale sono invitati i rappresentanti del Governo. Mi dispiace – lo dico con serenità, con il massimo rispetto per la persona che stimo – che in questa circostanza rappresenti il Governo un sottosegretario di Alleanza nazionale perché il gruppo di Alleanza nazionale, caro collega Contento, sta subendo da anni questa condizione vessatoria.
Il partito, nel quale milito, mai e poi mai si è permesso di dire che l’inquilino non ha neppure diritto alla prelazione (è un diritto inalienabile). I membri del partito nel quale milito (non sono solo io in dissenso) si sono recati casa per casa, quartiere per quartiere, a viale Libia, a Vigna Clara, a viale Marconi, ovunque, da 20 anni, a rappresentare il diritto di questi
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cittadini, da quando l’INA cominciò a costruire con il denaro pubblico, utilizzando terreni pubblici; successivamente fu privatizzata, alla faccia del denaro pubblico investito. Questo patrimonio è stato costruito con la sottrazione di soldi ai lavoratori ed allo Stato. Non può soggiacere alla logica privatistica perché lor signori non hanno investito una lira su questi immobili; anzi, gli enti di previdenza, oltre a garantire la pensione, rappresentavano un modo perché vi fossero case sul mercato, quindi per calmierare i prezzi (per impedire che i prezzi arrivassero alle stelle) e per dare ai lavoratori di ogni livello la possibilità di accedere al bene casa.
La legge è stata varata dal precedente Governo. Questo Governo ha l’obbligo, che gli deriva dalla legge, di completare questo processo, ma senza togliere le castagne dal fuoco ad altri. Lo si può fare, riapplicando le norme del 1996 e con il calcolo dell’indice ISTAT perché sia negli affitti sia nella vendita non si calpestino gli ultimi diritti. Lo voglio dire perché potrebbe sembrare una voce in dissenso, come è accaduto altre volte: io sono il responsabile per la casa del gruppo di Alleanza nazionale, a livello nazionale e, quindi, la mia non è una voce fuori dal coro.
I miei colleghi si comportino di conseguenza, con la massima libertà, ma sappiano che questa è un’altra delle occasioni in cui si misura il DNA sociale…
PRESIDENTE. Onorevole Buontempo, concluda perché il tempo a sua disposizione è abbondantemente esaurito.
TEODORO BUONTEMPO. Concludo, signor Presidente. Questa è un’altra delle occasioni in cui si misura il DNA sociale e il fiume in piena per sanare ogni malefatta nel nostro paese, a discapito del cittadino per bene, onesto che ha servito lo Stato per tutta una vita (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale e del deputato Santino Loddo)!
Segue il secondo intervento, la dichiarazione di Voto
Allora, primo obiettivo: vendere. Secondo obiettivo: vendere agli inquilini. Come raggiungere questi due obiettivi? Secondo me, creando tutte le condizioni possibili, senza devastare il principio di vendere, per aiutare gli inquilini. Io avrei da ridire, per essere onesto fino in fondo, su questa operazione: le cooperative si mettono insieme, comprano, eccetera. Avrei da ridire: per quale ragione devono comprare anche gli appartamenti che l’inquilino non vuole comprare? Comunque, se non ci sono altre strade… Io mi chiedo per quale motivo, se raggiungono il 50 per cento della totalità degli acquisti – che va agli inquilini e cioè non crea disagio sociale, bensì equilibrio sociale -, non gli si debba riconoscere l’ulteriore sconto del 15 per cento! Onorevole sottosegretario, bisogna essere trasparenti in quest’aula!
Chi ha suggerito di portare questo tetto all’80 per cento, non vuole che si vendano le case agli inquilini! Invece, il primo obiettivo è di fare cassa e vendere agli
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inquilini. Qual è la necessità, qual è lo scopo, qual è l’obbligo? Da cosa deriva? Perché dobbiamo portare questo tetto all’80 per cento? Dico ciò, anche per far capire ai colleghi di cosa stiamo parlando, altrimenti potrebbe sembrare che c’è chi vuole gli antichi privilegi. No, non è così! Noi non abitiamo nelle case pubbliche! Nel mio caso, ho fatto per sedici anni il consigliere comunale di Roma. Ho contratto un mutuo dal 1984 ma, se avessi voluto abitare in una casa pubblica, me l’avrebbero regalata. Abbiamo fatto sacrifici.
Stiamo chiedendo al sottosegretario un minimo di senso di responsabilità, come compete alle persone che tengono a cuore il bene pubblico. Non diciamo che è tardi e di non vendere. Non diciamo di darle gratis. Sosteniamo di venderle. Ma, onorevole sottosegretario, come si sentirebbe se, sullo stesso pianerottolo, una persona compra ad un prezzo mentre un’altra persona ad un prezzo diverso? Si tratta, infatti, di vendite scaglionate. L’onorevole Benvenuto, giustamente, chiedeva per quale motivo non è stato realizzato un unico provvedimento e se siamo ancora in tempo, per non esaminare la questione a pezzetti; neppure il deputato capisce più cosa stia accadendo in questo settore! Ognuno potrà fornire il proprio contributo, ma, si potrà ottenere una legge organica sulla vendita del patrimonio mobiliare che consenta al cittadino di sapere quali sono i propri diritti e i propri doveri! Non è giusto che il cittadino, su tali aspetti, debba ricorrere agli studi legali e pagare decine di milioni di lire per tutelare i propri diritti!
Esprimerò un voto favore – ed invito a fare lo stesso – sull’articolo aggiuntivo in esame che chiede di riconoscere un ulteriore abbattimento di prezzo, che il Governo già prevede fino all’80 per cento, per chi acquista unità immobiliari ad uso residenziale che rappresentano almeno il 50 per cento delle unità residenziali complessive dell’immobile. Mi pare che ciò sia, oltretutto, in linea con quanto vuole Governo.
Se approvassimo questo articolo aggiuntivo, eviteremmo solo di compiere un ulteriore forzatura contro gli inquilini che già stanno subendo vessazioni ed incertezza di diritto. Io voterò a favore (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l’Ulivo e di Rifondazione comunista).
