Dolore, rabbia, sdegno…La strage del Cermis, una ferita ancora aperta.03 Febbraio 1998 20 morti sul Monte Cermis: sette tedeschi, cinque belgi, tre italiani, due austriaci, due polacchi e un’olandese. Venti persone che trascorrevano la loro tranquilla vacanza nel bel mezzo della stagione sciistica travolti da una sorte assurda.
Un aereo statunitense Ea-6b, dislocato ad Aviano (Pordenone) nell’ambito di missioni in Bosnia, sceso volutamente troppo a bassa quota durante un’esercitazione nella zona di Cavalese, in val di Fiemme, trancia a velocità micidiale un cavo della funivia ed urta la cabina dell’impianto che precipita al suolo.
Unico superstite il manovratore che resta appeso nel vuoto. La cabina che stava scendendo verso Cavalese si schianta al suolo poco lontano dal greto del fiume Avisio, dopo essere precipitata nel vuoto per più di cento metri.
L’Italia, l’Europa tutta, si strinsero attorno ai familiari delle vittime, unendosi al coro unanime che chiedeva giustizia. Il Governo D’Alema promise d’impegnarsi affinché i colpevoli fossero assicurati alla giustizia ma, purtroppo, non fu così.
I quattro ufficiali statunitensi colpevoli della tragedia, che si trovavano a bordo dei velivoli coinvolti nelle sciagura, furono rimandati negli Stati Uniti e processati da una corte marziale americana, invece di essere giudicati da un Tribunale Italiano avendo commesso un reato in territorio italiano. Il tribunale americano assolse i quattro imputati rilasciando una sentenza senza dubbio vergognosa!
Un giudizio che ancora rappresenta una ferita aperta per i parenti delle vittime( benche’ oramai risarciti econmicamente) e per tutti quei cittadini europei che attendevo giustizia!
Il governo di allora non ebbe la capacita’ di far rispettare la propria sovranita’ nazionale!
Ma un atroce dubbio continua logorarci, quello legato alla vicenda di Silvia Baraldini, terrorista comunista detenuta negli Stati Uniti. Stranamente la Baraldini ottenne dal governo americano il nullaosta per rimpatriare in concomitanza con l’assoluzione dei piloti statunitensi… Che il Primo Ministro D’Alema ed il Ministro Diliberto (comunista verace!!)abbiano barattato la liberrta’ dei piloti con la scarcerazione ed il rimpatrio di Silvia Baraldini?
Svendere venti vittime innocenti per un’ideologia, per una “compagna”, e’ sicuramente una cosa ignobile! Oggi, a pochi anni di distanza da quel tragico episodio, noi non ci sentiamo di inscenare una campagna antiamericana, come troppo spesso le forze della sinistra hanno fatto in maniera del tutto strumentale, ma vogliamo rendere onore a quei poveri martiri europei che non ebbero giustizia, il ricordo dei quali ancor oggi e’ infangato dalla viltà di personaggi come il compagno D’Alema ed il compagno Diliberto!
