“Una vittoria epica”. Con queste parole Fabio Rampelli, consigliere regionale e responsabile nazionale del dipartimento ambiente e Urbanistica di Alleanza nazionale, commenta l’approvazione della legge regionale di cui è stato il promotore nonché primo firmatario che ha sancito la ricomprensione dell’area di Tor Marancia all’interno del Parco dell’Appia Antica. Una legge (approvata all’unanimità) che, nello stabilire la salvaguardia ambientale del comprensorio, ha definitivamente scongiurato la cementificazione cui Rutelli aveva dato il via libera.Qualche anno fa questo risultato sembrava impossibile da raggiungere, adesso è diventato realtà. Com’è nato il suo interesse per Tor Marancia?
Da un amore sconfinato per il Parco dell’Appia Antica, di cui mi ero occupato da consigliere circoscrizionale di opposizione, da architetto e da ambientalista. Quando ho intuito che la Sinistra aveva altri interessi su quell’area e stava procedendo per garantire agli speculatori la realizzazione di due milioni di metri cubi di cemento, ho giurato a me stesso che avrei fatto nascere il più grande tormentone urbanistico della storia di Roma. E così è stato.
Quando è iniziata questa battaglia?
Nel 1995 Alleanza nazionale chiese per la prima volta al Comune che la zona fosse dichiarata non edificabile. La nostra proposta fu bocciata, e così avvenne anche negli anni successivi, sia nel 1997 in Regione, quando governava Badaloni, sia nuovamente in Comune, nel 1999. trovammo incomprensibile che su una delle aree archeologiche più belle del mondo, a ridosso del Parco dell’Appia Antica potessero essere scaricati 2 milioni di metri cubi di cemento, per costruire un insediamento di 20mila nuovi abitanti, pari a una città come Pomezia, in un quadrante della città fortemente penalizzato per servizi, mobilità e per la carenza di verde.
Adesso, però, con il governo di Centrodestra, la situazione si è ribaltata. Quali sono le prospettive per Tor Marancia?
E’ necessario renderla fruibile ai cittadini, e per questo, conto molto anche sull’operato dell’Ente Parco dell’Appia Antica che dovrà fare la sua parte.
Col passare del tempo, lei è riuscito a sensibilizzare e a trascinare il suo partito in quest’avventura. Chi si sente di ringraziare in particolare?
Questa vicenda ha visto la partecipazione non solo di Alleanza nazionale ma anche della gente comune, dei cittadini che hanno a cuore le sorti dei propri quartieri.
Mi sento di ringraziare in particolar modo i ragazzi di An della Garbatella e dell’Eur, Andrea De Priamo, assessore all’ambiente del XII Municipio e in passato consigliere nell’ex XI Circoscrizione, il consigliere comunale Marco Marsilio e quello provinciale Giorgia Meloni, tutte persone che hanno seguito con tenacia e caparbietà l’obiettivo che oggi siamo riusciti a raggiungere insieme senza arrenderci di fronte alle difficoltà, e sono state tante, che in questi anni abbiamo dovuto affrontare. Non voglio dimenticare neanche gli amici del Comitato Cederna, persone che, pur pensandola politicamente in modo diverso da me, hanno lavorato con lo stesso spirito d’iniziativa e con la stessa passione per strappare Tor Marancia dalla cementificazione. Eppoi non bisogna dimenticare il ruolo istituzionale svolto con grande perizia e determinazione dal sovrintendente archeologico Adriano La Regina che ha apposto un vincolo del ministero.
Ha una dedica da fare, adesso che le sue speranze si sono tramutate in realtà?
Dedico questa vittoria ad un amico che non c’è più e che si chiamava Paolo Di Nella. Anche lui si battè per salvare un’altra parte verde di Roma, Villa Chigi, dal degrado ambientale, anteponendo la fedeltà a un’idea alla propria vita. Il suo ricordo e la sua amicizia vivranno sempre con me.
