A Tormarancia il verde non si tocca

Articolo di giornale uscito quando il parco fu salvato dalla Regione Lazio di Storace e Rampelli

La giunta Storace ha approvato la legge per il parco. Ora tutte le parti politiche rivendicano la paternità di questa vittoria dell’ambiente contro il cemento


ROMA-Il caso è archiviato. La Regione ha approvato la legge che impedisce ogni edificazione nella zona di Tormarancia. E quel grande tappeto di verde andrà ad essere ricompreso tutto nel grande parco dell’ Appia antica. Se la decisione odierna è una vittoria dell’ambiente sulla cementificazione, sono molte parti politiche che ora ne rivendicano la paternità.

Questa è una zona di grande interesse paesaggistico e archeologico. Estesa tra le vie Ardeatina e Grottaperfetta, è ricca di resti di antiche ville romane, sorgenti naturali e anche di specie animali e vegetali. Il progetto dell’urbanizzazione del territorio risale al piano regolatore degli anni ‘60, in cui si prevedeva che lo sviluppo edilizio della Capitale sarebbe stato esponenziale.

Due anni fa il primo vincolo paesaggistico, con la legge Galasso. Ogni nuova costruzione avrebbe dovuto essere autorizzata dalla Pisana, col  parere favorevole della sovraintendenza. Poi sono entrate in ballo le direttive comunitarie e la necessità di una commissione d’inchiesta per la valutazione dell’impatto ambientale.

Nell’ultimo anno i partiti di maggioranza da un lato, e i verdi con i comunisti dall’altro, hanno giocato a passarsi la patata bollente. Finchè due settimane fa è arrivato il no definitivo a ogni edificazione del ministero dei Beni culturali. Da lì è partita l’attesa per l’ultimo atto, quello della Giunta, a quel punto quasi scontato. E oggi, a legge approvata, tutti ne rivendicano i meriti.

Il presidente Storace afferma che “l’ampliamento del perimetro dell’Appia Antica fino a Tormarancia rientra nelle politiche ambientaliste della Giunta”. Il “governatore” vuole fare una dedica particolare: alla memoria di Tony Augello, capogruppo di An al comune recentemente scomparso, che si era battuto per questa causa.

Fabio Rampelli, capogruppo di An, dice che questo “è solo il coronamento della memorabile battaglia della destra popolare contro i poteri forti”. Il beneplacito arriva anche dal candidato a vice sindaco per la Casa delle libertà, Roberta Angelilli: “Rutelli, che doveva essere il sindaco verde, ha dimostrato di essere il sindaco del cemento. E adesso che si candida a premier i cittadini devono ricordarselo. La giunta Storace ha evitato una colata di 2 milioni di metri cubi di cemento”.

Il capogruppo dei Verdi Bonelli esprime il suo appoggio alla legge, suggerendo però al presidente Storace di “non erigersi a salvatore” del parco, dato che la sovraintendenza archeologica aveva detto già detto no all’edificazione sin dai tempi del ministero Veltroni. E Bonelli rivendica che “da cinque mesi  in giunta c’è congelata una proposta di legge analoga, proposta dai Verdi, e che Storace non si è mai degnato di discutere”.

Rivendicazione sostanzialmete analoga giunge da rifondazione comunista. Salvatore Bonadonna, capogruppo del Prc alla Pisana, afferma che la lotta per il parco ha avuto sempre in prima fila i comunisti, e “finalmente ora si è conclusa, anche se la giunta ha fatto aspettare ben 8 mesi le nostre proposte di legge”.


Articolo di Valeria Cecilia
tratto da il nuovo del 6 febbraio 2001
http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0,1007,27758,00.html

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